Dal blog

M&P, Mignini & Petrini

Dal mercato di ieri agli algoritmi di oggi: che ruolo avrà ancora l’agente di commercio domani?

Giorgio Bortini

Un vecchio Agente al servizio dei giovani

Io cosa ci sono a fare?

In un mondo dove l’intelligenza artificiale corre a velocità impressionanti, i software diventano sempre più efficienti, i dati si moltiplicano e gli algoritmi sono sempre più evoluti, viene spontaneo chiedersi:

Io cosa ci sono a fare?

Una domanda che, forse, non riguarda soltanto me.

Perché il mercato di oggi sembra lontanissimo da quello di ieri. Sono cambiati i metodi, gli strumenti, le informazioni e persino il modo di prendere decisioni.

Eppure, guardando indietro, mi accorgo che i pionieri di questo mestiere hanno attraversato trasformazioni enormi.

Generazioni intere hanno costruito il proprio lavoro, tramandandolo da padre in figlio e poi ai nipoti. Sono cambiate le stalle, sono cambiati gli animali, sono cambiati i mercati e le tecnologie.

Ma qualcuno è rimasto.

L’agente di commercio è ancora lì.

Non perché sia rimasto ancorato ai vecchi metodi, ma perché nel tempo ha saputo adattarsi senza perdere ciò che rende davvero prezioso questo mestiere.

La conoscenza del settore.
La serietà.
La professionalità.
La lealtà.
La parola data.
E soprattutto la capacità di costruire rapporti che durano nel tempo.

In un mondo fatto di algoritmi, forse il vero valore dell’agente non è competere con la tecnologia, ma mettere la tecnologia al servizio della propria esperienza.

Perché un algoritmo può elaborare dati.

Ma conoscere un mercato significa anche capire le persone, percepire un cambiamento prima che diventi un numero, conoscere una generazione di imprenditori e sapere perché una famiglia si è affidata per anni alla stessa persona.

Ed è forse questa la risposta alla domanda iniziale.

Io cosa ci sono a fare?

Ci sono perché, nonostante tutto sia cambiato, c’è ancora bisogno di qualcuno che conosca il mercato, conosca le persone e soprattutto sappia costruire fiducia.

I mercati cambiano.
Le tecnologie cambiano.
Le generazioni cambiano.

La fiducia, quando è costruita bene, resta.

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M&P, Mignini & Petrini

Dal mercato di ieri agli algoritmi di oggi: che ruolo avrà ancora l’agente di commercio domani?

Giorgio Bortini

Un vecchio Agente al servizio dei giovani

Io cosa ci sono a fare?

In un mondo dove l’intelligenza artificiale corre a velocità impressionanti, i software diventano sempre più efficienti, i dati si moltiplicano e gli algoritmi sono sempre più evoluti, viene spontaneo chiedersi:

Io cosa ci sono a fare?

Una domanda che, forse, non riguarda soltanto me.

Perché il mercato di oggi sembra lontanissimo da quello di ieri. Sono cambiati i metodi, gli strumenti, le informazioni e persino il modo di prendere decisioni.

Eppure, guardando indietro, mi accorgo che i pionieri di questo mestiere hanno attraversato trasformazioni enormi.

Generazioni intere hanno costruito il proprio lavoro, tramandandolo da padre in figlio e poi ai nipoti. Sono cambiate le stalle, sono cambiati gli animali, sono cambiati i mercati e le tecnologie.

Ma qualcuno è rimasto.

L’agente di commercio è ancora lì.

Non perché sia rimasto ancorato ai vecchi metodi, ma perché nel tempo ha saputo adattarsi senza perdere ciò che rende davvero prezioso questo mestiere.

La conoscenza del settore.
La serietà.
La professionalità.
La lealtà.
La parola data.
E soprattutto la capacità di costruire rapporti che durano nel tempo.

In un mondo fatto di algoritmi, forse il vero valore dell’agente non è competere con la tecnologia, ma mettere la tecnologia al servizio della propria esperienza.

Perché un algoritmo può elaborare dati.

Ma conoscere un mercato significa anche capire le persone, percepire un cambiamento prima che diventi un numero, conoscere una generazione di imprenditori e sapere perché una famiglia si è affidata per anni alla stessa persona.

Ed è forse questa la risposta alla domanda iniziale.

Io cosa ci sono a fare?

Ci sono perché, nonostante tutto sia cambiato, c’è ancora bisogno di qualcuno che conosca il mercato, conosca le persone e soprattutto sappia costruire fiducia.

I mercati cambiano.
Le tecnologie cambiano.
Le generazioni cambiano.

La fiducia, quando è costruita bene, resta.

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