
Camilla Pomente
Nel complesso scenario dell’allevamento moderno, ogni decisione gestionale è pesata attentamente e, tra le voci di costo più significative, figura indubbiamente l’alimentazione, il che rende naturale chiedersi perché acquistare un mangime formulato quando si potrebbero approvvigionare direttamente le materie prime, magari spuntando un prezzo inferiore.
La risposta a questo interrogativo non risiede nel costo al chilogrammo della singola materia prima, ma nella redditività complessiva dell’allevamento e nella sicurezza del sistema produttivo, poiché acquistare un mangime finito non è un semplice acquisto di prodotto, ma l’acquisizione di un servizio di garanzia, tecnologia e nutrizione avanzata.
L’approvvigionamento diretto di cereali e semi oleosi come mais e soia espone l’allevamento a criticità rilevanti, tra cui la contaminazione da micotossine, sostanze invisibili prodotte da funghi e non eliminabili con la sola ispezione visiva. La contaminazione da micotossine nei mangimi rappresenta un grave rischio per gli allevamenti, in quanto potrebbe compromettere seriamente la salute e la produttività degli animali. Tra le principali complicazioni causate da intossicazione da micotossine troviamo il calo delle prestazioni produttive, danni al fegato e ai reni (epatotossicità e nefrotossicità), problemi di fertilità e disturbi riproduttivi, indebolimento del sistema immunitario, danni all’apparato digerente e possibili problemi neurologici.
Per prevenire tali criticità, all’interno di un impianto mangimistico avanzato, il controllo qualità costituisce il pilastro essenziale per la sicurezza dell’intera filiera zootecnica.
Il protocollo di accettazione delle materie prime prevede controlli severi, attraverso test rapidi e analisi di laboratorio, con la finalità di monitorare le materie prime e garantire che, al momento della consegna in allevamento, il pericolo legato alle tossine sia già stato superato. Il controllo continua poi rigorosamente sul prodotto finito, garantendo una costanza nutrizionale che la preparazione artigianale non può raggiungere con la stessa precisione.
La sicurezza alimentare è oggi un pilastro fondamentale per garantire la salubrità delle produzioni zootecniche destinate al consumatore. Affidarsi a processi industriali certificati tutela la salute pubblica e difende l’azienda da potenziali crisi sanitarie.
L’industria mangimistica è in grado di effettuare trattamenti termici che modificano la digeribilità e lo stato fisico delle materie prime. Attraverso processi di pellettatura e fioccatura, si opera una vera e propria pre-digestione meccanica e termica. Con la pellettatura, combinando calore, umidità e pressione meccanica non solo si compatta il prodotto, ma si riduce la carica batterica indesiderata e si rende l’amido decisamente più accessibile agli enzimi digestivi dell’animale. Inoltre, grazie al formato in pellet, l’animale non può selezionare i singoli ingredienti ma è costretto a consumare un alimento completo e bilanciato ad ogni singolo boccone. La fioccatura, invece, permette di gelatinizzare gli amidi dei cereali, rendendoli molto più digeribili e facilmente assimilabili a livello ruminale. Nelle proteaginose, d’altra parte, questo processo inattiva i fattori antinutrizionali e modula la degradabilità delle proteine, migliorandone l’assorbimento intestinale. Pellettatura e fioccatura si traducono quindi in un miglior indice di conversione: l’animale digerisce meglio, cresce meglio e consuma meno per chilo di incremento.
Quando si confronta il prezzo del mangime con il costo delle materie prime sfuse, si commette spesso l’errore di non calcolare i costi occulti, ovvero la gestione degli stoccaggi, le perdite per deterioramento, i costi di molitura e miscelazione, la logistica interna, e soprattutto il rischio di errori di dosaggio nelle integrazioni minerali e vitaminiche. Una premiscela mal dosata in azienda può causare scompensi metabolici che si traducono immediatamente in perdite economiche ben superiori al risparmio ottenuto dall’acquisto di una materia prima a prezzo vantaggioso. Il mangime finito è il risultato di una formula bilanciata da nutrizionisti esperti, che risponde alle esigenze fisiologiche specifiche in ogni fase della vita dell’animale e che permette all’allevatore di essere supportato da uno specialista nella gestione della sicurezza e dell’efficienza del proprio allevamento. In definitiva, il vero risparmio non si misura nel momento dell’acquisto, ma nel bilancio finale dell’anno: un animale sano, che converte perfettamente l’alimento e cresce in sicurezza, rappresenta la forma più alta di guadagno possibile.
